Rubrica Salute dei piccoli

Sicurezza in acqua: fare prevenzione seguendo le regole dell’Istituto Superiore di Sanità


Due bambini che giocano in piscina nell'estate del 2025

Mi sono voltato un istante, sono rientrata a rispondere al telefono, ho preso una cosa in borsa. Si somigliano un po’ tutte le dichiarazioni di chi stava vigilando sul gioco o bagno in piscina, al mare, al lago dei più piccoli. E a volte anche dei più grandi. Bastano pochi secondi di distrazione perché una giornata di gioco in piscina si trasformi in tragedia. Ogni anno, in Italia, oltre 40 bambini e adolescenti muoiono per annegamento. Più di metà dei decessi in piscina riguarda bambini fino a 12 anni, spesso sotto gli occhi dei genitori.

La campagna ISS e 9 Regioni per la sicurezza dei bambini in acqua

In pieno periodo estivo, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), punto di riferimento nazionale per la salute pubblica, insieme a 9 Regioni italiane — Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Campania, Puglia e Sicilia — ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione degli annegamenti infantili.

Al centro della campagna c’è un video educativo con protagonista un pesciolino chiamato Salvo, che accompagna i genitori attraverso le “regole d’oro” per prevenire incidenti in piscina, al mare o in qualsiasi ambiente acquatico. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sui rischi reali dell’annegamento, spesso silenzioso e rapido, e sfatare le false credenze che portano a una sorveglianza insufficiente.

La campagna si basa sul secondo rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale per la prevenzione degli annegamenti, curato dall’ISS, che analizza dati e comportamenti legati agli incidenti in acqua, offrendo indicazioni pratiche per evitare rischi e tragedie.

Dati importanti sulla sicurezza in acqua in Italia

  • Ogni anno circa 328 persone annegano in Italia, con il 12,5% sotto i 18 anni.
  • I bambini da 0 a 9 anni sono la fascia più vulnerabile, soprattutto nelle piscine domestiche.
  • L’81% delle vittime pediatriche è di sesso maschile.
  • Un bambino può scomparire sott’acqua in soli 20 secondi, anche in una piccola piscina gonfiabile.
  • Le regioni con più incidenti sono quelle con elevata presenza di piscine e spiagge frequentate da famiglie, come Lombardia e Lazio.
Pesciolino salvo in acqua per ricordare le regole della sicurezza

Orecchie tese per evitare i rischi in acqua

Molti genitori spesso sottovalutano i segnali di pericolo, ma seguendo alcune regole si può fare la differenza, iniziando con il non aspettare di sentire schizzi o urla: l’annegamento è spesso silenzioso. Praticando sempre una sorveglianza attiva: non delegare solo al bagnino; non lasciare i bambini incustoditi, nemmeno per pochi minuti. Inoltre vanno evitate tutte le possibili distrazioni, come parlare con altri adulti, leggere o usare il telefono durante la supervisione.

Il decalogo per una sicurezza efficace

  • Sorvegliare sempre i bambini in acqua
    Non lasciare mai un bambino da solo in piscina, al mare o anche in vaschette gonfiabili, nemmeno per pochi secondi.
  • Non affidare la sorveglianza esclusivamente al bagnino
    La responsabilità principale della sicurezza del bambino è del genitore o dell’adulto che lo accompagna.
  • Eliminare le distrazioni durante la sorveglianza
    Evitare di parlare al telefono, leggere o distrarsi con altri adulti mentre si sorveglia un bambino in acqua.
  • Insegnare ai bambini a nuotare il prima possibile
    Favorire l’educazione all’acquaticità fin dalla prima infanzia con corsi adeguati.
  • Usare dispositivi di galleggiamento certificati e adeguati all’età
    I braccioli o i ciambelloni non sostituiscono la sorveglianza diretta, ma possono aiutare.
  • Non lasciare mai un bambino incustodito vicino all’acqua
    Anche l’acqua in piccoli contenitori o piscine gonfiabili può essere pericolosa.
  • Non consentire tuffi o giochi pericolosi
    Evitare tuffi in acque non sorvegliate, in mare mosso, o subito dopo pasti o esposizione al sole.
  • Rispetta sempre la segnaletica e le indicazioni dei bagnini
    Seguire le regole di sicurezza delle spiagge e delle piscine è fondamentale per prevenire incidenti.
  • Controllare l’accesso all’acqua in casa
    In piscina privata o in giardino, mettere recinzioni o barriere di sicurezza per impedire ai bambini di accedere senza supervisione.
  • Promuovere la cultura della prevenzione
    Diffondere le informazioni corrette tra familiari, amici e comunità per aumentare la consapevolezza sui rischi dell’acqua.

Primo soccorso in caso di annegamento

In caso di annegamento è fondamentale intervenire rapidamente. Se un bambino viene estratto dall’acqua privo di sensi, chiamare immediatamente il 112 e iniziare la rianimazione cardiopolmonare (RCP) se si è formati. Continuare a praticare la respirazione bocca a bocca e le compressioni toraciche fino all’arrivo dei soccorsi. È importante che genitori e adulti frequentino corsi base di primo soccorso per essere preparati a gestire queste emergenze.

Guarda e condividi il video della campagna con il pesciolino Salvo sui canali social di ISS e delle Regioni coinvolte

La sicurezza dei bambini in acqua dipende da noi: poche regole semplici possono salvare una vita.

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